Nel 1905 era un camminamento di servizio per gli operai delle dighe; nel 1921 ci passò un re e gli lasciò il nome. Fra decenni di abbandono, il restauro iniziato nel 2014 e la riapertura del 2015, ecco come 2,9 chilometri di passerella sono tornati percorribili.
All'origine non c'è nessun progetto turistico. Il Desfiladero de los Gaitanes è una spaccatura lunga più di tre chilometri che il Guadalhorce ha scavato nel calcare giurassico, con pareti che arrivano fino a 300 metri e un fondo che in certi tratti si stringe a meno di dieci metri. Un corridoio del genere interessava a chi cercava salti d'acqua da sfruttare, e all'inizio del Novecento la compagnia idroelettrica di El Chorro decise di costruirci due sbarramenti, il Gaitanejo e El Chorro. Per raggiungerli, controllarli e rifornirli servivano uomini che entrassero nella gola ogni giorno, e sul fondo non esisteva alcun passaggio praticabile: restava solo da appendere un camminamento alla parete.
Tra il 1901 e il 1905 la compagnia idroelettrica di El Chorro realizzò il tracciato originale, con un compito preciso: dare servizio alle dighe del Gaitanejo e di El Chorro. Non era un'opera pensata per il pubblico. Serviva a spostare operai e materiali lungo la parete, a controllare i canali e a raggiungere punti che dal fondo della gola restavano inavvicinabili. Ne uscì un camminamento stretto, aggrappato alla roccia, che seguiva il passaggio per tutta la sua lunghezza. Il vento, che ancora oggi può far chiudere l'accesso quando soffia troppo forte sul ponte sospeso, faceva semplicemente parte del mestiere di chi ci lavorava.
Tutto dipende da una visita sola. Nel 1921 Alfonso XIII venne fin qui per inaugurare la diga Conde del Guadalhorce e percorse a piedi il camminamento sospeso nella gola. Da quel giorno il sentiero di servizio degli operai diventò per tutti il Caminito del Rey, e la denominazione è rimasta anche molto dopo, quando la passerella smise di essere mantenuta. Va ricordato che nel 1921 quel tracciato era già in funzione da anni e che l'inaugurazione riguardava un'opera idraulica. Il turismo, quello che oggi riempie gli slot orari mesi prima, sarebbe arrivato quasi un secolo più tardi.
Dopo l'inaugurazione il Caminito continuò a fare il suo lavoro finché servì, poi smise. Il calcestruzzo si sgretolò, alcune campate cedettero e di certi tratti rimasero soltanto le barre d'acciaio piantate nella parete. La passerella restò visibile dal fondo della gola e dalla ferrovia che la attraversa, in uno stato che rendeva ogni passaggio un azzardo. Il percorso non spariva dalle mappe, semplicemente non era più percorribile in condizioni accettabili. Questa lunga fase di abbandono spiega perché l'intervento successivo non abbia avuto nulla di una manutenzione ordinaria: si trattò di ricostruire, e la decisione arrivò dalla Diputación de Málaga.
Nel febbraio 2014 partì il restauro integrale e alla fine di marzo 2015 il percorso riaprì al pubblico. Oggi si cammina su passerelle ancorate alla roccia e in un punto si attraversa un ponte sospeso che corre 105 metri sopra il fondo della gola. Il casco protettivo lo fornisce l'operatore ed è obbligatorio, va riconsegnato al termine della visita. Il senso di marcia è unico: si entra dall'accesso nord, lato Ardales, e si esce a sud, sul versante di Álora e di El Chorro. Non si torna indietro sullo stesso tracciato e non esiste la possibilità di percorrere la gola nella direzione opposta.
La gola e il territorio intorno sono Paraje Natural dal 1989, per decisione della Junta de Andalucía. L'area protetta copre circa 2.016 ettari fra i comuni di Álora, Ardales e Antequera e comprende tutto il Desfiladero de los Gaitanes, il passaggio scavato dal Guadalhorce nel calcare giurassico che in alcuni punti si riduce a meno di dieci metri fra una parete e l'altra. La tutela è anteriore al restauro e ne ha condizionato il progetto: la nuova passerella doveva sostenere un flusso costante di visitatori senza intaccare le pareti della gola. Anche il numero di persone ammesse ogni giorno nasce da quel vincolo.
La gestione non è diretta. Il Caminito è affidato in concessione alla UTE Caminito del Rey, che riunisce Sando, Salzillo e Mundo, per conto della Diputación de Málaga. È questa struttura a stabilire orari, date di apertura e modalità di vendita, pubblicandoli sulla piattaforma ufficiale. Il biglietto generale costa €10 a persona, con un massimo di dieci biglietti per acquisto; la visita guidata ufficiale costa €18 e si svolge in gruppi fino a trenta persone, soltanto in spagnolo e in inglese. I biglietti escono a blocchi stagionali: il 23 settembre 2026 sono stati messi in vendita circa 190.000 posti per le visite dal 7 dicembre 2026 al 2 maggio 2027.
Dal 2027 l'assetto cambia. La nuova concessione 2027-2036 della Diputación de Málaga fissa un tetto massimo di 1.500 visitatori al giorno e prevede un rincaro di circa il 20%, con l'ingresso generale compreso fra €11,41 e €12,60 al netto di IVA e commissioni. Per chi sta programmando un viaggio questo significa due cose concrete: le tariffe attuali sono destinate a salire e i posti disponibili resteranno contingentati per scelta amministrativa. Orari e aperture vengono comunque decisi dalla società di gestione e pubblicati sulla piattaforma ufficiale, quindi vale la pena ricontrollarli il giorno prima di partire.
Sono 7,7 chilometri in tutto: 4,8 di sentieri di accesso e 2,9 di passerella contati da porta a porta. L'operatore stima fra tre e quattro ore per l'intera visita, di cui circa un'ora e mezza o due sulle passerelle. Gli orari ufficiali vanno dalle 9:00 alle 14:50 oppure alle 17:20 a seconda della stagione, con apertura da martedì a domenica tutto l'anno, chiusura di norma il lunedì (l'operatore apre anche alcuni lunedì speciali) e nei giorni 24, 25 e 31 dicembre e 1 gennaio. Devi essere al controllo accessi almeno trenta minuti prima dello slot prenotato e, sempre secondo il sito ufficiale, parcheggiato con un'ora di anticipo. Ricontrolla gli orari il giorno stesso.
Le regole d'ingresso vengono applicate al varco. Sotto gli 8 anni non si entra e l'età va dimostrata con un documento originale; i minori di 18 anni devono essere accompagnati da un adulto. Gli animali sono vietati, cani guida compresi. Restano fuori zaini grandi, borse voluminose e ogni oggetto ingombrante, così come tacchi, infradito e treppiedi. Lungo la passerella non ci sono bagni. Il parcheggio al Centro di Ricezione Visitatori costa €2 al giorno e la navetta fra le due estremità €2,50 a persona, in contanti all'autista. Porta acqua, uno zainetto piccolo e monete, e assicurati il posto prima di metterti in viaggio.
Pronto a percorrerlo di persona?
Sulla piattaforma dell'operatore il biglietto generale costa €10, ma esce a blocchi stagionali e nei periodi di punta le date buone spariscono in fretta. Se ti serve una guida che parli italiano, il tour accreditato Caminito del Rey Experience parte da €35, dura 3-4 ore ed è valutato 4,8/5 su 1201 recensioni; se preferisci partire da Málaga con il trasporto incluso, il tour giornaliero parte da €59,40. Verifica disponibilità per la tua data.
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